Lo stilista Pierre Cardin se n’è andato durante le festività natalizie

Il lascito delle festività natalizie è stato del tutto funesto nel campo della moda. A 98 anni infatti ci ha lasciati Pierre Cardin.

Il lascito delle festività natalizie è stato del tutto funesto nel campo della moda. A 98 anni infatti ci ha lasciati Pierre Cardin.

Nome francese, ma radici italiane quelle di #PierreCardin, all’anagrafe Pietro Costante Cardin. Lo stilista, 98 anni, se n’è andato il 29 dicembre, nell’ospedale di Neuilly, in Francia; la notizia è stata data dalla sua famiglia. Nasce in Italia a Sant’Andrea di Barbarana, nel trevigiano, nel 1922, da ricchi proprietari terrieri andati in rovina durante la Prima guerra mondiale e che, per tale ragione, nel 1924 si trasferiscono in Francia.

Cardin è additato come il capostipite del prêt-à-porter ossia degli abiti confezionati e non fatti su misura ed è noto alle cronache per i vestiti avanguardisti ispirati all’era spaziale, dalle forme geometriche e dai tessuti sperimentali, come la plastica e il vinile. E’ definito lo stilista “futurista”, assieme a Paco Rabanne e Andrè Courregés.

Nel 1947, lo stilista francese Christian Dior apre il suo studio, Cardin diventa il primo sarto e partecipa all’invenzione del #NewLook: uno stile che valorizza l’eleganza e una forma a clessidra del corpo femminile attraverso giacche strette in vita e gonne ampie. Nel 1950 fonda la sua azienda omonima e dal 1953 inizia a produrre la haute couture, l’alta moda francese, cioè gli abiti su misura con materiali di pregio. Il suo vestito più famoso è ancora oggi il #bubbledress: un abito a palloncino, più stretto in vita e con un rigonfiamento della gonna.

L’uomo era costantemente ispirato dalle forme ovali, tant’è che negli anni Ottanta compra l’eccentrico Palais Bulles (Il palazzo delle bolle) in #CostaAzzurra, opera dell’architetto Lovag Antti, in cui tutto, dall’esterno all’interno, è disegnato in forme sferiche. Lo mette poi in vendita nel 2015 per 400 milioni di euro. Nel 1981 acquista il blasonato ristorante Maxim’s di Parigi, emblema della Belle Epoque.

Ma non è solo questa la curiosità, possedeva anche le rovine di un castello a Lacoste che in passato era appartenuto al Marchese de Sade. Era proprietario anche del palazzo Ca’ Bragadini a Venezia dove soggiornava durante le sue visite nella città lagunare. Inoltre, c’è anche un’#acquaminerale che viene prelevata e imbottigliata a Gravisierri nel comune di Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo, tra i prodotti della linea Maxim’s. Come se non bastasse, suo è il marchio Pierre Cardin Electronics International mediante cui ha prodotto alcuni articoli elettronici. Dulcis in fundo, nel 2009 è nominato Ambasciatore di buona volontà dalla FAO.

Pierre Cardin è stato, dunque, una figura rappresentativa del fashion nel ventesimo secolo, in grado di delineare nuovi codici estetici e modelli di produzione. Un provocatore, un avventuriero, come lui stesso si definì: “Christian Dior voleva fare dei vestiti che sua madre amasse portare, io volevo esplorare delle strade nuove, quelle dello spazio, della scienza, dell’infinito”.