Blockchain nel settore moda: una rivoluzione etica

Blockchain nel settore moda: una rivoluzione etica e sostenibile.

Blockchain nel settore moda: una rivoluzione etica e sostenibile.

Oggi si parla tanto di tecnologia #Blockchain, ma spesso si fa confusione tra Criptovalute, Bitcoin, Piattaforme Blockchain e Smart Contract.

La Blockchain si avvale delle caratteristiche di una rete informatica di nodi e consente di gestire e aggiornare, in maniera univoca e sicura, un registro contenente dati e informazioni – per esempio transazioni – in modo aperto, condiviso e distribuito senza la necessità di un’entità centrale di controllo e verifica.

Di solito un sistema che certifichi il tracciamento dei vari passaggi, al fine di evitare o ridurre il rischio di alterazioni o frodi, può avere anche il merito di comprendere la capacità produttiva dei vari attori. Dunque, l’innovazione tecnologica e nello specifico le DLT (Distributed Ledger Technology, tecnologie a registro distribuito), possono coadiuvare questo tracciamento anche nella filiera della #moda.

Blockchain nel settore moda: una rivoluzione etica e sostenibile

 In un mondo sempre più veloce, dove la tecnologia permea ogni aspetto, dall’ideazione alla creazione dei prodotti, l’universo della moda si sta ponendo vari interrogativi sulla sua sostenibilità a cominciare dal “fast fashion”.

#GiorgioArmani, per esempio, è stato il primo a criticare il “fast fashion” affermando che “il declino della moda è iniziato quando il segmento del lusso ha adottato i metodi operativi della moda veloce”. Di pari passo, sempre più sostenitori della moda etica iniziano a voler capire i retroscena dell’industria dell’abbigliamento. Come vengono prodotti? Con quali tessuti? Una catena di approvvigionamento della moda è composta da più fasi che vanno dall’ideazione sino al cliente. Tale percorso include, nella sua interezza, la provenienza dei materiali, come gli stessi sono ideati su larga scala e il percorso compiuto dal prodotto finito per giungere alla vendita al consumo.  La produzione di tessuti è un’operazione che ha un alto impatto sull’ambiente, pertanto, l’attenzione alle zone di produzione deve essere massima.

In questo contesto le dlt sono sempre più utilizzate e mirano alla #tracciabilità dei prodotti base utilizzati per i tessuti, al rispetto delle norme della sicurezza sul lavoro e, più in generale, al rispetto dei diritti umani. L’utilizzo dei sistemi #DLT è sostenuto dalla filiera etica a seguito della tragedia del Rana Plaza building a Dacca, in Bangladesh, avvenuta nel 2013, quando oltre mille lavoratori morirono dopo il collasso dell’edificio in cui i dipendenti stavano lavorando per le produzioni relative a brand conosciuti.

Rimangono, comunque, lacune che tali sistemi non possono sicuramente colmare: la corrispondenza tra i certificati di vendita, le bolle di consegna e gli altri documenti rappresentativi delle merci e i materiali e i prodotti effettivamente sottostanti a tali certificazioni. E’ evidente, dunque, che si debba procedere all’implementazione di un sistema operativo che provveda a certificare tali corrispondenze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *